giovedì 1 maggio 2008

1° MAGGIO


Un lavoro per vivere, non per morire

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Quando dirigevo i lavori nei cantieri dovevo fare frequenti cazziate agli operai che mi dicevano che non potevano mettersi gli elmetti o le cinture di sicurezza perchè erano scomodi!!! In estate poi non ne parliamo. Purtroppo di lavoro ci si dovrebbe vivere ma troppo spesso si muore perchè si è troppo sicuri di se stessi e vi racconto un fatto; tanti tanti anni or sono, ero studente universitario, si stavano dipingendo le ringhiere dei balconi del fabbricato di dove vivevo a quei tempi, il pittore venne e cominciò a dipingere la ringhiera...al 5° piano... per dipingere l'esterno scavalcò ed aggrappato solo con una mano, sopeso nel vuoto appoggiato con un piede ad una sporgenza continuò a verniciare.
Io uscii di casa pensando in ogni momento ad un urlo e poi ad un tonfo che per fortuna non ci fù. Non dico altro.Ancora adesso a distanza di tanti anni non riesco adimenticare quel gesto...stupido.

Nicolanondoc ha detto...

Cara Frida,trovo veramente assurdo che le persone che vanno a lavorare per sfamare se stessi e la famiglia,debbano rischiare anche la vita.
Un caro saluto.

Fra ha detto...

@ il cantastorie errante - Innanzi tutto, felice di vederti tra i lettori..visto che sul tuo blog ti si "vede" ormai di rado..
Il problema della sicurezza è un problema di cultura, di mentalità..E' vero quello che dici. Spesso gli stessi interessati sono supeficiali..Un pò come lo si era quando è entrato in vigore l'obbligo delle cinture di sicurezza per gli automobilisti, ricordi? (a dire il vero io l'ho sempre indossata dall'inizio..A me è sempre "piaciuta" perchè mi fa sentire protetta..e mi manca quando vado in pulman). Di pittori come quello di cui tu ricordi qui da noi ce n'è ancora..Me lo diceva proprio qualche settimana fa un'amica parlando dell'imbianchino che le ha riverniciato la ringhiera(anche la sua al 5° piano)..allo stesso modo..suscitando la stessa comprensibile apprensione..Bisogna fare cultura dunque, nei luoghi di lavoro, ma..occorre sensibilizzare i ragazzi e i genitori..ad esempio con incontri/seminari per piccoli gruppi, a scuola, nei quartieri..anche in parrocchia, perchè no?..
Un caro saluto
@ Nicola - Un 1° maggio così, pensando alle vittime sul lavoro..è un 1° maggio triste..Con poca voglia di gioire..Certo che morire sol perchè si svolge il proprio lavoro è inaccettabile. Oltre che un paese poco democratico(per via di certe leggi, vedi quella elettorale che impedisce di scegliere i candidati da votare), siamo un paese poco civile, per il troppo alto numero di morti "bianche"..(349 dall'inizio dell'anno ad ora, come ho letto nel blog di Dario D'angelo, "solo testo", il cui indirizzo è tra i miei link)
Insomma..non siamo messi bene..
Un caro saluto anche a te, e a presto ad entrambi
Frida

nonsoloattimi ha detto...

Rischiare la propria vita quotidianamente per sopravvivere... che controsenso!!!
è questo il "bel paese" in cui vivviamo!
un bacio

Fra ha detto...

@ Claudia - Già, mia cara, morire per lavoro è una cosa che non si può tollerare. Appunto è un controsenso..
Un bacio a te
Frida

nonsoloattimi ha detto...

Passo solo un momento per darti la buona notte... un bacio
Claudia

Fra ha detto...

Ehi, stavolta ti ho letta davvero anch'io "in diretta", prima di spegnere il pc..:-)
..Una buona notte anche a te, Claudia!
Bacio
Frida

marina ha detto...

e la lista si è ancora allungata...
marina

nonsoloattimi ha detto...

Buonasera ... dove sei?
un bacio