venerdì 1 agosto 2008

Un raccontino per il pomeriggio

Non sono il tipo che racconta storie, o che sa scrivere racconti (infatti gli scrittori, e i poeti, hanno tutta la mia invidia :-). Ma lo scorso anno, in una giornata di vento caldo e di forzata "casalinghitudine", m' è venuto fuori questo raccontino. Ecco, visto che siamo in tempo d'estate, di pigrizia, e di pomeriggi sonnacchiosi , ve lo ripropongo pescandolo dal vecchio blog.
Buon passatempo! :-)

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Storia di F, di mare e di conchiglie *

Alle quattro del mattino, F. scese di sotto a bere una tazza di latte...Detta così sembra una cosa abituale, vero? Invece no, proprio per niente. F. non beveva latte, tanto meno a quell'ora...E poi...scendere giù, così da sola, quando è ancora notte...Di solito, se si svegliava, tratteneva persino la pipì, pur di non muoversi dal letto. Il fatto è che in quella casa, dove le toccava trascorrere tutte le estati, non si sentiva affatto a suo agio e la notte tutte le sue ansie "precipitavano" sul fondo del letto in paure di presenze...o in timore di assenze...Stare lì, lontana dai suoi (no, non i suoi genitori, quelli li aveva..), lontano dai suoi amici, quelli con cui chiaccherava il pomeriggio, a bassa voce mentre gli altri dormivano, la faceva sentire sola, terribilmente sola e senza riferimenti...Ma...Pazienza! I suoi genitori dovevano farlo, ogni estate...Era una specie di "voto", il loro, oppure una scusa...per non andare altrove...per non perdersi...Fu così che, proprio quella notte lì, quella del latte, e del bicchiere, e delle scale, e del sotto...che F. pensò così tanto di non trovarsi lì...e che quella del latte non fosse lei...che...."Che lo facesse pure, di scendere! Tanto...non era mica lei"..."Che scendesse, pure, quell'altra là, la "lattante"!"...E intanto che "vedeva" questo, come in un sogno, o come in film "estivo" di tanti anni fa, F., la "vera" F. si trovava al sole, sdraiata in spiaggia, a riposarsi dopo aver raccolto tante conchiglie, con cui poi costruiva collane da vendere a quei fessi di turisti che si vedevano d'estate. Quell'anno ne erano venuti tanti e lei aveva già guadagnato quanto nell'intera stagione, anche se era solo metà giugno...F. viveva sola. Era rimasta in quell'isola durante una vacanza fantastica che poi si era trsformata in tragedia. Durante un giro in motoscafo, i suoi si erano tuffati al largo...e un altro motoscafo, che poi si seppe guidato da un uomo ubriaco, sfrecciò vicinissimo a loro, non li vide neppure e....Finirono così...Terminarono la loro vita...in brandelli...di sangue e sale...Una cosa orribile...Tuttavia F, che non aveva altri parenti ed aveva allora circa dieci anni...non volle più tornare...Una famiglia del luogo, che lei aveva già conosciuto e che la trattava affettuosamente ogni volta che la vedeva, decise di occuparsi di tutto e di lei...con la spontaneità e la semplicità di chi non può non prendersi cura di un cucciolo trovato...Da allora erano già passati sei anni...F. era già una ragazzina sveglia e indipendente...e sembrava non ricordare, salvo tornarle alla mente, certe volte di notte, in sogno...una casa con scale...una voglia di latte e di svegliarsi....

* Il titolo l'ho messo quest'anno. Lo scorso anno l'avevo "buttata" così, senza titolo..Si vede che faccio una cosa alla volta: un anno la storia e l'altro anno il titolo.:-)

7 commenti:

nonsoloattimi ha detto...

Frida... mi sorprendi... bello questo scritto, intenso... mi ha colpita tantissimo... in effetti non sono abituata a leggerti sotto questa "veste", ma mi è piaciuto tanto...tanto che alla fine avrei voluto che continuasse...
un forte abbraccio...

Nicolanondoc ha detto...

Cara Frida,i tuoi scritti m'incantano come sempre,tra una lavata di vetri ed una di forni...sono riuscito a mandarti un caro saluto.:-)))

Anonimo ha detto...

Bello ecoinvolgente il racconto.
Faccio la mia seconda parte di vacanze. Ti invio un caro saluto da Praga.
Fino

Fra ha detto...

@ Cluadia - Si, è insolito per me e..non sono cosa, credimi.Grazie però del bel commento :-)
@ Nicola - non incantarti, caro Nicola..specie tra una lavata di vetri e una di forni..;-) potrebbe essere pericoloso..:-)
@ Fino - Grazie anche a te del bel commento (è che siete amici, ormai, dunque troppo buoni..:-) e buone vacanze nella tua amata Praga!
Un bacio a tutti,
Frida

Anonimo ha detto...

Molto bello Frida... continua a raccontare, Giulia

enzorasi ha detto...

Credo che tutti i racconti più o meno siano autobiografici: in qualche modo, anche i più lontani dai nostri passi abituali, riconducono ad uno sguardo che abbiamo già dato, ad un'emozione che abbiamo già vissuto sulla nostra pelle. Io ciò che hai scritto (bene) l'ho letto e vissuto così... la storia di F. "che certe volte in sogno aveva una voglia di latte e di svegliarsi" e mi piacerebbe che tu ti raccontassi ancora. O preferisci mantenere il segreto?

Fra ha detto...

@ Giulia - Magari ci riproverò, chissa! In realtà mi piacerebbe tanto..
@ enzorasi - beh! di autobiografico c'è sempre qualcosa..Si, lo penso anch'io..in ogni cosa che uno scrive, anche la più lontana dai nostri passi abituali, come dici tu..Di mio ci sono senza dubbio alcune sensazioni, ed emozioni. Ma io ho poco da raccontare,credimi, e non certo perchè voglio mantenere misteri..:-)Comunque chissà, magari qualche altra giornata ventosa mi potrà ancora ispirare :-)
Un caro saluto ad entrambi e un grazie di cuore per i bei commenti!